sabato 13 novembre 2010

An italian short story: BARACCA.

BARACCA

© Agnese Roda



Sona nata nel 1980 in Romagna, sulle colline fra Imola e Bologna, non troppo distante da Lugo.

A Lugo c'e' la statua in memoria di Francesco Baracca, un aviatore molto celebre ai tempi della prima guerra mondiale, tutta bianca e di marmo. Il suo volto e la posizione eretta e fiera del corpo imperano nel bel mezzo del centro cittadino accanto alla piazza del mercato, una chiesa, qualche bar.

I miei genitori portavano me e mio fratello al mare attraversando la Romagna, passando per paesi come Lugo, caratterizzati da edifici surreali, piazze circondate da portici. Ogni volta che passavamo da quella piazza, mia madre parlava di De Chirico e dell'architettura metafisica. Secondo lei, De Chirico doveva averla vista quella piazza e poi riportata nei suoi quadri dalle atmosfere di città sospese.

Durante gli anni del liceo a Imola ritrovai riscontro sulle pagine dell'Argan di quella famosa metafisica, che per me rimase sempre un concetto stretto alla memoria di un tempo in cui si passeggiava tranquilli e spensierati e la vita e le cose che mi venivano raccontate sembravano rimanere nell'aria, fermi, metafisici, in una realta' che congiunge corpi terreni e corpi aerei, cose finite e significati ritrovati. Il giro della piazza sulla vecchia Fiesta di mio babbo era sempre troppo veloce. Mentre parlava e parlava delle prodezze della squadra di calcio a cui il Baracca aveva dato il nome, allungavo il collo per vedere meglio la statua di marmo bianco e me la ricordo sempre in modo stordito, inebriata dalla forza e del rumore del rombo del motore. L'auto girava e la testa anche, mentre mio padre raccontava che la madre di Francesco Baracca, detto "l'asso degli assi" aveva donato il logo che suo figlio aveva fatto disegnare sui suoi aerei, a Enzo Ferrari che stava avviando la sua azienda automobilistica. Io ho sempre visto il cavallino rappresentato sulla torre della Ferrari presso l'autodromo di Imola quando con mio papà andavamo a vedere il Crame, mostra mercato delle automobili e ricordo l'odore dei motori e il fascino delle auto d'epoca e dei percorsi che avevano compiuto attraverso i secoli, passando stagioni, situazioni sociali, quartieri che oggi hanno tutta un' altra conformazione o che sono scomparsi.

Quando ci passavo accanto con mia nonna Lidia che si faceva chiamare Gianna, mi diceva che durante la seconda guerra mondiale sentiva eguerra mondialela testa anche, tanti aerei passare e lo stomaco impazzire dai crampi perche' non aveva da mangiare, solo castagne bollite e a volte la polenta; il rumore forte degli aerei che passavano le teneva impegnata la mente e non le faceva pensare alla fame. Anni dopo scoprii che le castagne erano il frutto del mese del mio compleanno, novembre e che l'arte dell'aviazione era stata celebrata per potenza e veemenza del motore anche da un poeta chiamato D'Annunzio di cui imparai a memoria la poesia "Pastori" quando ero in quinta. La ripetevo a mia nonna mentre lei cucinava il risino in brodo e i tempi di migrare si mescolavano ai sapori di quella casa. Con il trascorrere del tempo le storie che ho ascoltato e i racconti della mia famiglia hanno preso un'altra forma, si sono intessuti alle opinioni, alle passioni, alle idee. I viaggi e la ricerca di altri spazi mi hanno spesso portato a riflettere sulle modalità di trasmissione delle storie, a come si trasportano da bocca a bocca, da paese a paese, da padri a figli.

E la risposta e' l'aria.

E nel mio caso anche la statua bianca di Baracca.

Ripenso a quel volto fermo e fiero ogni volta in cui vivo una nuova situazione di spostamento. Porto in tasca e in valigia tutti i giri attorno a quella statua e l'apparente immobilità delle idee e dei valori che quelle storie hanno costruito. Memorie verbali che apparivano fantastiche a una bambina, rappresentano ora i valori della mia terra e della mia famiglia.

E Baracca? Quali racconti avrà ascoltato a Lugo, quando la piazza non aveva la statua? Cosa portava con sé mentre volava? Il bisogno di esplorare, di scoprire nuovi orizzonti geografici, un nuovo modo di vivere per il suo paese? Anch'io sono salita su un aereo per scoprire la mia vita, per trovare il mio spazio nel mondo.Un aereo mi ha portato ad Amsterdam con due impossibili valigie da trasportare e dentro tutta la mia voglia di esplorare e di scoprire dove arriva l'orizzonte in una splendida città di cui mi sono innamorata, e dove spesso non distinguo più il cielo dall'acqua.

Ho ricercato nella valigia e nelle tasche la memoria di Lugo di Romagna, i suoni, i sapori e gli odori della mia terra, per raccontarli ad un pilota dagli splendidi occhi a mandorla e vicissitudini familiari ai confini fra esotismo coloniale e praticita' olandese, con tutta una serie di influenze, suoni, sapori ed odori completamente diversi da quelli di una Lugo, attraversata dai ricordi. L'unica cosa a cui mi aggrappo nei momenti in cui sono senza di lui sono le sue storie, sulla sua famiglia, i riti, le cene, le feste, i racconti della famiglia, le foto viste negli anni insieme, immagino come abbiano influenzato la sua vita e come si siano intrecciate alla mia. Senza l'aria e senza gli aerei non li avrei mai incontrati.

Difficile non pensare alla mia terra, per partire ci è voluto coraggio e forse anche una buona dose di incoscienza, ma altrettanta ne occorre per restare e vivere i cambiamenti del mio tempo.

Altro coraggio occorre per trasmettere la storia con coscienza e con orgoglio perché resti viva, nelle statue, nella gente, nei cuori. Non è possibile tornare indietro e il nuovo orizzonte è l'atmosfera aerea fra spazi fisici, spostamenti di corpi e spazi di memorie, ricordi e storia di generazioni, tracce del tempo che portiamo con noi. Nell'aria che preme sul corpo, che si solleva in volo e che poi atterra e vive, respira e affronta giorni di luce e sole, così come una statua immobile a testimoniare la gente che si incontra e si mescola. Questa vita, la mia terra tra i confini, sempre in cielo, sempre in terra, me la porto tutta dentro come il cavallino rampante sugli aerei di Baracca. Continuerà tra le scarpe sotto il letto, i ricordi in tasca e le valigie sull'aereo.

published on "Bomba a bordo e altri racconti" IBN editore, Rome, Italy

www.aviolibri.it

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My name is Agnese. I'm a researcher in musicology and a wine lover. I put myself, all my ideas including a djset in a project called La MusacolMuso.

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